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33 Fondi per rischi e oneri

 
 31-dic-11 AccantonamentiUtilizzi e altri movimentiVariazioni area di consolidamento30-giu-12
   accantonamenti oneri finanziari   
Fondo spese chiusura e post-chiusura discarcihe 96.638 1.425 2.789 (2.406)  98.446
Fondo ripristino beni di terzi94.6513.7531.991 -    100.395
Fondo cause legali e contenzioso del personale19.9341.836 -  (1.569)  20.201
Altri fondi rischi e oneri15.8325.597 -  (4.610)  16.819
Totale227.05512.6114.780(8.585) 235.861

Il fondo spese chiusura e post-chiusura discariche, pari a 98.446 migliaia di euro, rappresenta quanto stanziato per far fronte ai costi che dovranno essere sostenuti per la gestione del periodo di chiusura e post chiusura delle discariche attualmente in uso. Gli esborsi futuri, desunti per ciascuna discarica da una specifica perizia di stima, sono stati attualizzati in ottemperanza a quanto disposto dallo Ias 37. Gli incrementi del fondo comprendono la componente finanziaria desunta dal procedimento di attualizzazione, mentre gli utilizzi rappresentano gli esborsi effettivi che si sono determinati nell'anno.
Gli "utilizzi e altri movimenti", registrano complessivamente un decremento di 2.406 migliaia di euro, così composto:

  • "utilizzi ", 4.482 migliaia di euro dei quali 1.468 migliaia di euro sono stati contabilizzati con contropartita "altri ricavi" (si veda in particolare la nota 5 del conto economico),
  • " altri movimenti" , 2.076 migliaia di euro, in incremento del fondo, imputabili alle stime dei costi di chiusura e post chiusura relativi alle discariche di nuova costruzione, che hanno comportato l'iscrizione di una rettifica di uguale ammontare al valore delle Immobilizzazioni materiali (Nota 15).

 

Il fondo ripristino beni di terzi, pari a 100.395 migliaia di euro, include gli stanziamenti effettuati in relazione ai vincoli di legge e contrattuali gravanti su Hera Spa e sulle società del Gruppo in qualità di affittuarie delle reti di distribuzione di proprietà della società degli asset. Gli stanziamenti vengono effettuati in base ad aliquote di ammortamento economico-tecniche ritenute rappresentative della residua possibilità di utilizzo dei cespiti al fine di indennizzare le società locatrici dell'effettivo deperimento e consumo dei beni utilizzati per l'attività d'impresa. Il fondo, in ottemperanza a quanto disposto dallo Ias 37, riflette il valore attuale degli esborsi che si andranno a determinare in periodi futuri (generalmente allo scadere delle convenzioni sottoscritte con le autorità di ambito per quanto concerne il servizio idrico e allo scadere del periodo transitorio previsto dalla vigente normativa per quanto concerne la distribuzione del gas). Gli incrementi del fondo sono costituiti dalla sommatoria tra gli stanziamenti di competenza del periodo, anche questi attualizzati e gli oneri finanziari che riflettono la componente derivante dall'attualizzazione dei flussi per competenza.

Il fondo cause legali e contenzioso del personale, pari a 20.201 migliaia di euro, riflette le valutazioni sull'esito delle cause legali e sul contenzioso promosso dal personale dipendente. Il fondo è comprensivo di 8,5 milioni di euro, relativi al contenzioso in essere con l'Inps in merito al preteso pagamento dei contributi sugli ammortizzatori sociali (Cig, Cigs, mobilità), sulla riduzione delle aliquote di contribuzione per assegni familiari al nucleo familiare (Cuaf) e per il contributo di maternità in relazione al personale regolato dal Ccnl del settore elettrico nell'ambito del territorio di Modena.

In relazione ai contributi sulla Cig, Cigs e mobilità il Gruppo Hera non ritiene dovuta la contribuzione, in base a specifiche norme di legge e alla considerazione che tali ammortizzatori sociali sono in concreto inutilizzabili, in quanto il Gruppo Hera gestisce servizi essenziali che devono essere assicurati costantemente. L'Inps, d'altro canto, ritiene che la trasformazione in società per azioni e la cessione a privati anche di una sola parte del capitale azionario valga a far ritenere dovuta l'obbligazione contributiva.
Con messaggio n. 18089 del 10 luglio 2007 l'Inps ha però fissato la decorrenza dell'obbligo contributivo per Cig, Cigs e Mobilità, secondo i principi delineati dalla circolare n. 63/2005, dalla data di emissione della circolare stessa, cioè maggio 2005. Ciò in ossequio all'orientamento espresso dal Consiglio di Stato (parere n. 65 dell'8/2/2006, riferito a Enel Spa) in ordine alla non retroattività degli obblighi contributivi richiamati dalla circolare. In realtà, nonostante il tenore letterale del messaggio sembri riguardare senza dubbio anche le imprese industriali degli enti pubblici (ex municipalizzate), l'Inps ha ritenuto, sostenendolo anche in giudizio, che il messaggio, agganciandosi alla circolare 63/2005, ne riprenda l'ambito di applicazione riferendosi perciò solo a Enel Spa. In data 5 febbraio 2008, il Ministero del Lavoro , con una comunicazione indirizzata alla Direzione Generale Inps, ha ritenuto che le conclusioni cui giunge il Consiglio di Stato in ordine alla non retroattività ante maggio 2005 dell'obbligo contributivo per Cig, Cigs e Mobilità rivestano necessariamente carattere univoco e generale, al fine di tutelare l'imprescindibile principio della "par condicio" tra operatori del mercato e sono pertanto applicabili anche alle imprese industriali degli enti pubblici (di cui fa parte anche il Gruppo Hera).
A seguito di un'azione di accertamento da parte di Amir Spa nel 2000 è stato promosso ricorso in Cassazione da parte di Hera Spa. Tale ricorso si è concluso con la sentenza 14847/09 di rigetto per la contribuzione Cig. La Cassazione potrebbe comunque rivedere l'orientamento, anche a seguito dei ricorsi presentati da Hera Spa avverso altre pronunce negative di secondo grado. Quanto meno, dovrebbe risultare fondato l'esonero dei contributi di Cassa integrazione per i periodi antecedenti al maggio 2005, secondo l'orientamento espresso dal Consiglio di Stato, peraltro confermato da alcune pronunce di primo grado presso i Tribunali di Modena e Ferrara.
E' opportuno precisare che non potranno esserci da parte dell'Inps nuove pretese in materia di Cig, Cigs e Mobilità a seguito del nuovo inquadramento nel settore Terziario a partire dal 2010 della quasi totalità delle società del Gruppo (la contribuzione in oggetto è applicabile al solo settore Industria).

Per quanto riguarda la contribuzione per assegni per nucleo familiare (Cuaf) e il contributo maternità, questa tipologia di contenzioso è relativa al solo personale Inpdap regolato dal Ccnl del settore elettrico e consegue all'interpretazione dell'art. 41 della legge 488/1999 (legge finanziaria anno 2000); in particolare è relativo al solo territorio di Modena derivando dalla ex Meta Spa. A seguito di un confronto condotto a suo tempo con l'Ufficio Gestione Posizioni Assicurative dell'Inps di Modena a far data dal 2001 la ex Meta Spa aveva applicato la riduzione delle aliquote contestualmente alla richiesta di rimborso dei maggiori contributi versati, ma non dovuti, relativi all'esercizio 2000 (rimborso poi effettivamente avvenuto tra il 2001 e il 2002). A partire dal novembre 2003, però, l'Inps ha notificato gli avvisi con i quali richiedeva il pagamento dei contributi ad aliquota piena, modificando completamente la posizione interpretativa precedentemente assunta, ritenendo che la riduzione delle aliquote Cuaf e Maternità dovute dal settore elettrico non spettasse per i lavoratori iscritti all'Inpdap.

Tale riduzione, invece, è pacificamente applicata per le società del Gruppo Enel Spa. Il differenziale contributivo per Cuaf e Maternità che le imprese di servizi hanno dovuto versare per il personale iscritto all'Inpdap fino al 31/12/2008 era pari al 4,29% complessivo in più rispetto a quanto devono versare per il personale Inps; dall'1/1/2009, con l'equiparazione dell'aliquota di Maternità, continua però a sussistere il differenziale Cuaf del 3,72%.
Tale maggiore aliquota costituisce una grave penalizzazione per le imprese "ex municipalizzate" rispetto ad altri operatori del mercato. Questa mancata armonizzazione contributiva, conseguente alla L. 335/1995, è stata più volte portata dalla Confservizi all'attenzione del Ministero del Lavoro, che ha interpellato il Consiglio di Stato, il quale ha ritenuto necessaria (circ. n. 88 del 31/05/2004) un'apposita iniziativa legislativa, escludendo la possibilità di una soluzione amministrativa. Nonostante gli sforzi di Confservizi per sollecitare tale iniziativa legislativa, non si è a oggi pervenuti ad alcun risultato.

Da ultimo un accenno alla evoluzione normativa in materia di contribuzione di disoccupazione e malattia. Il D.L. 112/2008 - art. 20 ha fatto decadere per il passato ogni pretesa dell'Inps in materia di contribuzione di disoccupazione e malattia. Quanto alla malattia la citata normativa non consente più all'INPS di richiedere il pagamento dei contributi per i periodi antecedenti al 2005, data dalla quale il Gruppo Hera versa i relativi contributi. Quanto alla disoccupazione, resa obbligatoria per tutti i settori a decorrere dal 1° gennaio 2009, i periodi pregressi sono ancora oggetto marginalmente di contenzioso su un solo territorio.

Tenuto conto di quanto sopra e in particolare dell'incertezza sull'esito delle cause relative a Cig, Cigs e Mobilità, è stato appostato un fondo di complessivi 8,5 milioni di euro per far fronte alle passività derivanti dalle cartelle fino a oggi pervenute e ancora sospese pari a circa 17,4 milioni di euro. Tale importo si riferisce alla contribuzione contenuta nelle cartelle a titolo di Cig, Cigs, Mobilità, Cuaf e Maternità; non comprende invece la parte di contributi relativi a disoccupazione e malattia per i motivi sopra esposti. Tale fondo, costituito con criterio prudenziale, è da considerarsi congruo tenuto conto della presumibile evoluzione del contenzioso e sentito anche il parere dei legali incaricati.

Gli altri fondi per rischi e oneri, pari a 16.819 migliaia di euro, accolgono stanziamenti a fronte di rischi di varia natura. Di seguito si riporta una sintetica composizione delle principali voci:

  • 2.990 migliaia di euro relativi a possibili oneri non contrattuali relativi a disagi ambientali per siti ubicati in alcuni comuni. In merito ai disagi ambientali, si segnala che l'ordinanza della Corte di Cassazione n. 252 del 20 maggio 2010 ha sancito la natura tributaria di tali oneri. Il Gruppo ritiene pertanto, sentiti anche i propri legali, che non sussista più alcun obbligo, legale e sostanziale, al riconoscimento di tali importi nei confronti dei Comuni di Modena e Forlì. L'accantonamento effettuato rappresenta pertanto la miglior stima di quanto il Gruppo potrebbe essere tenuto a pagare, unicamente nell'ipotesi che si sviluppi un contenzioso con le controparti e questo venga definito in via transattiva;
  • 2.042 migliaia di euro, spese di ripristino di beni gratuitamente devolvibili del sistema acquedottistico in concessione del fiume Rosola e ulteriori fondi rischi di importo sostanzialmente modesto legati a problematiche ambientali;
  • 1.604 migliaia di euro, relativo al fondo costituito per far fronte alle perdite effettivamente consuntivate considerate le prospettive future della società Oikothen Scral;
  • 1.218 migliaia di euro, oneri di continuità del servizio elettrico;
  • 1.106 migliaia di euro si riferiscono all'accantonamento effettuato in relazione ai possibili effetti della delibera AEEG 89/08 (ec79/07) che prevede l'obbligo, da parte delle società di vendita gas, di un riconoscimento economico ai clienti finali ex OTB (opzione tariffaria base) per il periodo riferito al primo semestre 2006. L'importo che residua alla data del 30 giugno 2012 corrisponde allo scenario più prudenziale in relazione a quanto potrà essere riconosciuto ai clienti finali;
  • 989 migliaia di euro, accantonamenti per costi di smaltimento di rifiuti stoccati presso impianti del Gruppo;
  • 989 migliaia di euro, accantonamenti per oneri futuri relativi alla realizzazione di una discarica di una controllata;
  • 422 migliaia di euro, relativi al fondo denominato "Valle Savio", costituito per far fronte alle opere da eseguire a favore della comunità adiacente alla discarica Busca, nel comune di Cesena, come stabilito nel contratto di concessione;
  • 313 migliaia di euro relativi a potenziali oneri per ICI derivanti da possibili variazioni delle rendite attribuite ad alcuni impianti ambientali;
  • 248 migliaia di euro relativi alla stima dei potenziali oneri relativi a disagi ambientali da riconoscere per i rifiuti provenienti da fuori regione conferiti nella Discarica di Ostellato;
  • 75 migliaia di euro, relativi agli accantonamenti al "fondo fughe" del servizio idrico per indennizzi a clienti.